Fare le scarpe non è reato
Un corso per calzolai artigiani nel Carcere di Canton Mombello
Un progetto nato per offrire competenze professionali a persone detenute e trasformare la formazione in una possibilità di reinserimento sociale e lavorativo.
Promosso da Gruppo Foppa, attraverso il proprio Ufficio Servizi al Lavoro, in collaborazione con Associazione Artigiani Brescia e con il Settore Lavoro e Centri per l'Impiego della Provincia di Brescia, il progetto ha coinvolto anche le aziende CIAC Srl, Montech Srl e Vibram SpA.
Un mestiere artigiano per costruire nuove opportunità
Nel carcere di Canton Mombello la formazione professionale è diventata uno strumento concreto per sviluppare competenze, valorizzare capacità individuali e favorire il reinserimento nel mondo del lavoro.
Il percorso è nato dall’incontro tra la necessità di preservare competenze artigianali specialistiche e l’esigenza di creare opportunità per le persone detenute.
Il progetto è partito nel 2024 con un primo corso di 56 ore e si è sviluppato attraverso ulteriori due percorsi formativi, per un totale di tre edizioni.
Il primo percorso, Calzolaio base, ha coinvolto 7 persone detenute.
Calzolaio base, Calzolaio avanzato e Pelletteria e calzature.
Formazione che crea competenze
Per il Gruppo Foppa, la formazione professionale è uno strumento attraverso cui costruire possibilità concrete di autonomia e di partecipazione al mondo del lavoro.
Attraverso l’Ufficio Servizi al Lavoro, il Gruppo Foppa ha curato la progettazione e il coordinamento del progetto, mettendo in relazione istituzioni, realtà del mondo artigiano e aziende.
Il primo percorso è stato realizzato nell’ambito del Programma GOL, Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
L’esperienza ha permesso di sviluppare un modello di collaborazione nel quale formazione, competenze professionali e rete territoriale concorrono alla costruzione di concrete prospettive di reinserimento.
Dalla teoria al laboratorio
Il percorso formativo è stato caratterizzato da un approccio fortemente pratico, con attività dedicate alla conoscenza dei materiali, all’utilizzo delle attrezzature e alle principali lavorazioni del settore calzaturiero.
Fare rete per costruire opportunità
Il progetto è stato possibile grazie alla collaborazione tra soggetti con competenze diverse, accomunati dall’obiettivo di rendere la formazione uno strumento concreto di reinserimento.
Competenze tecniche e formazione
Ha contribuito alla progettazione dei contenuti professionali e alla realizzazione della formazione tecnica, mettendo a disposizione competenze e conoscenze specifiche del settore artigiano.
Orientamento e sviluppo del percorso
Ha collaborato alla definizione dell’iter del progetto e alla costruzione della rete territoriale, favorendo il collegamento con i servizi per il lavoro e le possibili prospettive di reinserimento.
Tecnologia e supporto tecnico
Ha messo a disposizione un macchinario professionale utilizzato durante le attività pratiche, contribuendo a rendere il laboratorio un ambiente di apprendimento concreto e aderente alla realtà professionale.
Quando la formazione diventa una possibilità
Il progetto “Fare le scarpe non è reato” dimostra come la collaborazione tra istituzioni, formazione, artigianato e imprese possa generare percorsi concreti di sviluppo delle competenze.
In un contesto complesso come quello penitenziario, offrire formazione professionale significa creare le condizioni perché le competenze acquisite possano diventare, al termine della detenzione, una risorsa per il reinserimento lavorativo e sociale.
Per il Gruppo Foppa, questo progetto rappresenta un esempio concreto di come la formazione possa mettere in relazione persone, competenze e territorio, contribuendo a costruire nuove opportunità professionali.

Dicono di noi
Il progetto di reinserimento lavorativo avviato a Canton Mombello
Il servizio dedicato al progetto con le interviste a Francesca Paola Lucrezi, direttrice degli Istituti Penitenziari di Brescia, e Valter Panada, artigiano calzolaio.



